Scoliosi

 

La scoliosi è una deviazione patologica e irreversibile della colonna vertebrale sul piano frontale. Differisce dall' "atteggiamento scoliotico": in questo caso, infatti, la deviazione della colonna è reversibile, e naturalmente le cause sono differenti.

La scoliosi può essere classificata in:

  • congenita;
  • acquisita;
  • idiopatica (vale a dire di origine sconosciuta)

Nella scoliosi congenita si hanno malformazioni scheletriche a livello della colonna vertebrale o malattie neuro-vascolari o del collagene; nella scoliosi acquisita, si possono presentare lesioni dell'apparato neuro-muscolare (ad es. la poliomelite), o lesioni traumatiche o infiammatorie. Nel caso della scoliosi idiopatica, che riguarda l'80% delle scoliosi, la causa è sconosciuta: si pensa ad alterazioni dell'organo dell'equilibrio (dimostrate dall' esame stabilometrico), alterazioni del metabolismo osseo, alterazioni neuromuscolari e dell'accrescimento.

La scoliosi, nelle sue forme minori, colpisce circa 3-4 bambini su 100, in maniera simile tra maschi e femmine. Nelle forme evolutive, invece, il sesso femminile è nettamente più colpito (70-80%).

 

COME SI MANIFESTA

Caratteristica della scoliosi è la "gobba", il "gibbo" che si osserva sul dorso facendo flettere in avanti il tronco. A causa della rotazione delle vertebre, le costole sporgono lateralmente alla colonna vertebrale e formano il gibbo.

La scoliosi si può manifestare a livello cervicale, dorsale e lombare e i segni caratteristici sono una differente altezza delle spalle, delle scapole, dei fianchi, dei capezzoli, e un'asimmetria del triangolo della taglia (lo spazio che si forma tra il tronco e gli arti superiori pendenti).
Nelle forme particolarmente gravi, oltre a problemi di natura estetica (problemi evidenti causati dalle scoliosi di lieve entità), ci potranno essere dolori alla colonna, alle articolazioni degli arti inferiori e disturbi di respirazione.


Essendo una malattia legata alla crescita, l'età più a rischio è quella della pubertà (10-14 anni); in particolare per le bambine, il periodo più delicato è quello del menarca.

 

COSA FARE

Considerando che la scoliosi vera e propria non può regredire, e non è sufficiente una prevenzione per evitarla, la vera prevenzione di questa patologia è data dalla diagnosi precoce. Quanto prima sarà accertata la scoliosi, tanto maggiori saranno le possibiltà di successo terapeutico.
L'ideale sarebbe effettuare screening scolastici e sensibilizzare le famiglie: questo dovrebbe esser fatto dalla scuola, dai media e dai medici di base. Fondamentale è, infatti, l'impegno e l'attenzione dei genitori, che al primo dubbio, dovrebbero portare il bambino dallo specialista (pediatra, fisiatra od ortopedico).

Per quel che riguarda il problema del peso degli zainetti sulle spalle dei bambini, va detto che ancora non si è dimostrato nulla di certo, ma in ogni modo è meglio evitare pesi eccessivi o distribuiti male tra un lato e l'altro. Stesso dicasi per sport di tipo agonistico, che assolutamente non vanno iniziati troppo precocemente, o sport molto asimmetrici, come il tennis.
In tutti i casi è fondamentale un controllo radiografico periodico della colonna vertebrale, per valutare l'evoluzione della patologia. Negli anni della pubertà i controlli dovranno essere semestrali, ma in casi particolarmente gravi, anche più ravvicinati.

Per curve d'entità inferiore ai 30° si consiglia una fisioterapia mirata alla stimolazione della muscolatura paravertebrale, al riequilibrio dei movimenti del tronco, e al controllo Posturale del rachide: la Rieducazione motoria può essere molto efficace.
Per curve comprese tra i 30° e i 50° sarà necessario associare alla fisioterapia l'uso di corsetti ortopedici o apparecchi gessati.

Curve superiori ai 50° sono generalmente trattate chirurgicamente.
Tra gli sport che possono essere praticati a fini "terapeutici" si consigliano il nuoto in stile "dorso", la pallavolo, la pallacanestro e la ginnastica a corpo libero.
Nel soggetto adulto, la scoliosi può causare lombosciatalgia, contratture muscolari e richiedere pertanto terapie strumentali quali la FREMS, e la TECARTERAPIA in fase acuta della patologia. Per la maggioranza delle situazioni le uniche terapie in grado di realizzare prevenzione e cura risultano la rieducazione motoria e fisica.

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